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Stefano Chesi: passione, talento e professionalità al servizio dei cavalli

Ornago (MB), 6 luglio 2020 - Stefano Chesi, una storia affascinante che comincia con una semplice passaggiata a cavallo in sella a un cavallo Maremmano. La passione per il mondo dei cavalli lo porta a "volere di piú", lavorare con i cavalli a La Forra. Da cosa nasce cosa e grazie a Davide Garancini e all'associazione Dimensione Maremma i primi spettacoli, fra cui il Gala d'Oro di Fieracavalli di Verona e Cheval Passion di Avignone (FRA).
«Sono di natura perfezionista, mi garba fare le cose bene, mi guardo intorno voglio andare all’estero», é il pensiero fisso di Stefano Chesi. La strada lo porta in Spagna presso le scuderie dellámazzone Olimpionica Beatriz Ferrer Salat e poi in Germania, grazie ad annuncio di Cavallo Magazine, da Alessandro Alemani a Vectha. La formazione per gli sport equestri e la carriera di bereteir. Il volo verso l'Australia e il rientro in Italia.
Ora Stefano Chesi é il cavaliere di dressage della Scuderia Equitago Sport presso Le Scuderie della Malaspina di Ornago. Il suo sogno nel cassetto sono le Olimpiadi, il cammino é lungo ma é sempre in sella. I cavalli sono i suoi compagni di squadra, allievi, maestri e complici. Gli amici.

Riporto uno stralcio dell'articolo di cavallo Magazine di luglio 2020 "Stefano Chesi: dai Maremmani al dressage" - clicca qui per la preview web -:

Il valore dei cavalli non è sulla carta «Ho cominciato con i cavalli da passeggiata, da un punto di vista tecnico una tipologia di equitazione totalmente diversa da quella sportiva. Nel lavoro quotidiano con i cavalli sportivi cerco sempre la serenità di un cavallo da passeggiata, affianco la preparazione fisica e tecnica a lunghe passeggiate e galoppate in campagna. Ho anche la fortuna di avere a disposizione le strutture delle Scuderie della Malaspina che consentono questa tipologia di lavoro. Quello che ricerco con ogni cavallo con cui lavoro, sia un “ciuco” sia un cavallo di valore, è la voglia di “fare insieme”, di collaborare. Ogni cavallo, con o senza genealogia illustre, ha molti doni, il “trucco” è comunicare con lui, averlo come amico».

Ringrazio i cavalli Lisara, Dea del Bedesco e Ferentino, ovviamente Stefano Chesi per la disponibilitá, Liana Ayres di Cavallo Magazine, Francesca Malaspina de Le Scuderie della Malaspina ed Emanuele e tutto lo staff di Equitago Sport, la Vet Sabrina Gandolfi per la collaborazione.

Marta Fusetti




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Milano, siamo in sella

Milano, siamo a cavallo

Bologna, 3 luglio 2020 - Milano, siamo a cavallo. Un paesaggio urbano da non dimenticare quello che il lockdown ha regalato ai milanesi: riscopriamolo attraverso i suoi monumenti equestri. E’ il servizio a firma di Maria Cristina Magri illustrato con le foto di Marta Fusetti della rubrica “Arte” di Cavallo Magazine di luglio.

Le tappe
L’Itinerario ha toccato i monumenti maggiori del capoluogo lombardo:
Arco della Pace, onumento a Vittorio Emanuele II, Bassorilievo di Umberto I del Castello Sforzesco, la statua di Giuseppe Garibaldi in Largo Cairoli e monumento a Giuseppe Missori della omonima piazza.

Riportiamo in forma integrale il “Diario di Bordo” di Marta Fusetti:
“Milano, in pieno lockdown, ha lanciato messaggi tramite i suoi monumenti, ripresi dalle tv e dau media di tutto il mondo. Messaggi che non sono passati inosservati al mio obiettivo. Il banner pubblicitario dell’Arco della Pace recitava lo slogan di Telefono Rosa contro la violenza sulle donne, “fenomeno” che durante il sconfinamento in casa ha registrato un’impennata impressionante.
Mi é piaciuto legare la maestosità della statua di Garibaldi in Largo Cairoli, alla campagna della Fondazione Buzzi “Missione: essere un grande” , capital campaign per sostenere il futuro e la salute dei bambini con la costruzione dei nuovo padiglione per l’infanzia dell’omonimo ospedale. Un messaggio che fa ragionare e arriva diritto al cuore. Poi il claim “There is no Plan(et)B” é la scritta sul jersey sicurezza in piazza Duomo con i ragazzi della consegne porta aperta “Glovo” é un altro messaggio subliminale sulla Milano più che mai attuale… Infine, un po’ di leggerezza, il Castello Sforzesco con il banner “Leonardo mai visto” in pieno lockdown.

www.cavallomagazine.it

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Osservare: perché si rotola il cavallo?

Osservare: perché si rotola il cavallo? Risponde Luca Moneta,


E’ l’attività fondamentale per il nostro cavallo dopo il lavoro, per esempio in tondino o in maneggio. Il momento in cui il cavallo fa un reset al proprio corpo a cui si aggiunge il valore empatico di aver raggiunto un ottimo feeling con il cavaliere


La comunicazione fra cavallo e cavaliere è di fondamentale importanza per qualsiasi attività che svolgiamo con il nostro amico di scuderia. Per quanto riguarda il metodo Luca Moneta Horsemanship ci sono dettagli che fanno la differenza nella costruzione di questa comunicazione, particolari che realmente cambiano la qualità della connessione con il cavallo. “Personalmente tutti i miei cavalli, dopo il lavoro in maneggio, sono disellati e lasciati liberi in maneggio o in tondino con l’opportuna messa in sicurezza. Dopo qualche minuto, il cavallo comincia ad annusare per terra e trova il posto giusto per farsi una bella rotolata di diversi minuti. Far rotolare il cavallo in maneggio o nel tondino al termine del lavoro quotidiano è uno di questi", racconta Luca Moneta.

Dal punto di vista etologico il cavallo che si rotola in presenza del suo cavaliere o trainer è il segnale che si può tradurre come ‘Mi fido di te’, quindi un’ottima prova del nove che abbiamo costruito un buon feeling. Infatti, il cavallo è una preda e attende il momento giusto, il posto senza pericoli e senza predatori per potersi rilassare, bere, mangiare, dormire, ecc… Va da sé che quando si rotola in maneggio è un cavallo che si sente sicuro e rilassato in una situazione che considera sicura e protetta.

A ciò si aggiungono due motivi sostanziali, uno emozionale e uno fisico. Il cavallo rotolandosi rilascia endorfine, che potremmo definire sostanze buone rilasciate dal lobo anteriore dell’ipofisi. La sensazione di benessere che ne deriva è il rilassamento e la serenità emotiva. Inoltre sono anche di aiuto in casi in cui il nostro cavallo ha un leggero malessere, le endorfine lo aiutano a stare meglio.

Dal punto di vista fisico quando il cavallo si rotola mette in moto tutta la sua “macchina”: il collo, la testa, gli arti sono impegnati nel movimento anche per bilanciarsi sulla colonna vertebrale. Questa serie di movimenti agiscono come ‘reset’ del sistema, uno stretching completo del sistema osseo e muscolare. Se ha leggere contratture, piccoli fastidi derivanti dal sotto sella piuttosto che dai finimenti, rotolarsi sulla sabbia lo aiuta ad alleviare questi fastidi. Infine l’azione della sabbia sul mantello del cavallo asciuga il sudore e lo fa stare meglio, anche se in estate il tutto è seguito da una doccia rinfrescante.

Cavallo Magazine n. 394, ottobre 2019

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A casa - Cavallo Magazine 399, Maggio 2020

A casa - Cavallo Magazine 399, Maggio 2020

Bologna, 30 aprile 2020 - 21 febbraio è la data del mio ultimo shooting fotografico. Una giornata dedicata a fotografare Carola Semperboni e La Nuova Cerrina di Rivalta di Torino. Come accade sempre durante gli shooting fotografici, ero in una bolla concentrata sul mio lavoro.

Rientrata in serata a casa, neanche il tempo di cominciare il download degli scatti e mi informano del primo caso di Coronavirus in Italia.
Ho pensato che il virus fosse là fuori, lontano ma non troppo.

Le ore seguenti sono state un susseguirsi di "chiusure" a partire da quelle scolastiche a quelle imprenditoriali con un unico imperativo messaggio: "Rimanere a casa".

Stop a tutto. A eccezione del martellamento di notizie in cui trovare la bussola è complicato.

Così mi sono posta un paletto: una foto al giorno che facesse stare bene, da guardare al mattino durante l'interminabile attesa obbligatoria.

Niente di meglio del mare, un cavallo che galoppa, un amico con il pollice all'insù.
di Marta Fusetti per portfolio Cavallo Magazine 399 Maggio 2020 - Cavallo Magazine - clicca qui

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Nokota® Horse

Nokota Horse, as the breed is now known, is descended from the wild horses harnessed by the Lakota Sioux who lived in the Northern Great Plains in the mid-1700s. Horses became key to the Natives’ fight for survival. They powered the cavalry that carried the legendary chief Sitting Bull to victory in the 1876 Battle of Little Bighorn.

The Nokota Horse Conservancy® is a nonprofit organization whose purpose is to preserve the unique and historical Nokota® Horse. These wild horses of the northern plains have inhabited the Little Missouri Badlands, now encompassed by Theodore Roosevelt National Park, for more than a century.
​The goal of the Nokota Horse Conservancy® is to preserve this rare American horse breed.

nokota_generica_5_copia.jpgNokota® Horse marestallion_bw_copia.jpg

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